Sadhu Maharaja

Sripad Sadhu Maharaja è una persona rara da trovare in questo mondo. Cresciuto formalmente come un re in India, un giorno decise di rinunciare a tutte le sue ricchezze per mettersi all’esclusiva ricerca del pure amore divino, prema. Essendo un vero e proprio messaggero dell’amore, ha viaggiato attraverso il Sud America  e l’Europa distribuendo amore e gentilezza.

Vedendo la vera bellezza che è presente in ognuno di noi, unisce persone provenienti da diverse scuole di pensiero con intese e relazioni amorevoli. Questo è possibile poiché le sue parole ed azioni provengono dalla piattaforma dell’anima. La sua dolce ed umile natura risplende come un diamante all’interno di questo mondo, creando così una fantastica avventura ad ogni persona che viene in contatto con lui.

Sadhu Maharaja ricevette iniziazione diksha nel 1975 da 108 Sri Sri Radha Govinda das Babaji Maharaja e nel 1996 ricevette l’ordine di Sannyasi da Srila Bhakti Aloka Paramadvaiti Swami Maharaja. Dal 1995 Sadhu Maharaja è impegnato viaggiando attraverso il Sud-Nord America ed Europa, portando il messaggio della Bhakti.

I suoi nonni ebbero una grande influenza nella sua vita. Suo nonno, Raja  Raghunandana Prasad Singh gestiva gli affari di stato e il resto del suo tempo lo dedicava al bhajan (canto del mantra) e al servizio. Sua nonna Rani Saraswati era una persona santa; ispirò Sadhu Maharaja sin dalla sua infanzia sul come diventare un devoto, come servire Sri Sri Radha Mohan e tutti i Vaishnava.

Il periodo dal 1965 fino al 1980 fu speso unicamente per il sadhana (pratica spirituale). Viveva come un mendicante a Vrindavana, indossando solo un ghamsa e un chaddar (pezzi di stoffa). Dopo la morte del padre, Sadhu Maharaja era in cerca di un maestro spirituale. Trovò così a Vrindavana Radha Govinda das Babaji; gli disse che lui era già il suo maestro spirituale perché gli aveva dato iniziazione Harinaam quando era un bambino.

Radha Govinda das Babaji Maharaja

Radha Govinda das Babaji visse così per 5 anni insieme a Sadhu Maharaja, nel Munger Mandir, a Vrindavana.

Attualmente Sadhu Maharaja vive per la maggior parte del tempo nel suo tempio a Vrindavana, uscendo dall’area di Vraja soltanto l’estate per viaggiare in occidente.

La bellezza dell’amore divino 

“La mia vita è cominciata mangiando con un cucchiaio d’oro. Vivevo in un palazzo dove avevo venti servitori personali. Krishna mi ha dato tutto, senza fare alcun sforzo; credo che questo deriva dal mio samskara (attività svolte nelle vite precedenti). Quando andai a scuola, e poi al college, molte persone volevano essere miei amici perché potevo ottenere tutto ciò che desideravo. Possedevo otto automobili diverse, inclusa una Rolls-Royce che cambiavo ogni anno con una nuova. Quando andai al Diamond Jubilee College,il quale apparteneva alla mia famiglia, ero al di sopra del preside. Mi chiedeva cosa fare e i professori si prendevano molta cura dei miei bisogni. Mi laureai in Scienze e presi così in mano gli affari di famiglia. Era molto difficile per me poter comprendere il mondo materiale ed entrare in quel tipo di coscienza. Facevo semplicemente sempre più business ma nonostante tutte le mie ricchezze non mi sentivo pienamente soddisfatto. Essendo presidente del tempio di famiglia, mi ricordai dei miei nonni e delle pratiche spirituali a cui ero connesso. Erano molto felici e così mi chiesi cosa stessi facendo.

Un giorno decisi di rinunciare a tutti gli affari per mettermi esclusivamente alla ricerca del pure amore divino. Accadde venticinque anni fa. Trovai ciò che cercavo nel mio maestro spirituale, Sri Sri Radha Govinda das Babaji Maharaja. Quando lo incontrai, fui immediatamente colpito dal suo comportamento, dalla sua delicatezza e dal suo amore. Mi affidai completamente a lui e così una grande fede nacque dentro di me. A quel tempo mi diceva che vedeva il giorno in cui avrei predicato con amore alle persone dall’altra parte del mondo essendo amato da tutti. Gli dissi che non era possibile, non avevo le capacità, ero molto povero nella vita spirituale. Mi diede la sua misericordia e mi mostrò il percorso per la comprensione.

Sadhu Maharaja

Il mio maestro mi mandò un giorno ad incontrare Srila Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Swami mi chiese chi fossi e quando gli risposi mi abbracciò fortemente, dicendo che lui e mio nonno erano stati dei buoni amici. Swami Prabhupada mi diede delle linee guida. Quando gli dissi costa stavo facendo nella mia vita, dei miei affari e degli altri impegni da prendermi cura, mi chiese perché stavo sprecando tempo in quel modo. Mi ricordò che mio nonno si occupava dei suoi doveri ma allo stesso tempo manteneva una sincera e pura vita devozionale. Questo mi scioccò e la mia vita si indirizzò ancora di più verso il percorso della devozione.

Quando comprendiamo il nostro cuore allora viviamo nella realtà. Non siamo soltanto il corpo, siamo più del corpo. Sto vivendo dentro questa casa ma non sono la casa. Similmente stiamo vivendo dentro questo corpo – che è come una casa- ma non siamo questo corpo. La nostra esistenza non appartiene a questo corpo esterno ma va oltre. All’interno del corpo c’è la nostra anima e grazie a quella il corpo si muove. L’anima, proviene dalla Super Anima e deve quindi ritornare in Sua compagnia. L’essenza della vita spirituale è avere una relazione con la Super Anima.

Nel 1995 fui invitato ad andare in Sud America e così in Colombia cominciai a predicare. Le persone mi amavano molto e capii così che era giunto il momento di prendere sannyasi (ordine di rinuncia). Andai a Miami nel 1996 per prendere i voti e quell’esperienza cambiò la mia vita per sempre. Non sono diventato sannyasi per costruire grandi ashram (templi), dato che ne ho già avuti differenti. Non voglio nemmeno godere di camere con aria condizionata e altri comfort dato che ho avuto già cose di questo genere. Servo semplicemente l’umanità, cercando di dare alle persone dei servizi dal mio cuore poiché sento che questo è il mio vero dovere in questa vita.”

Potete trovare più informazioni su Sadhu Maharaja nel link Introduction to a King